Crisi ciliegie, i fatti pugliesi esempio di un sistema che non funziona più

ciliege

Garantire il giusto prezzo di vendita ai produttori e, di conseguenza, una equa retribuzione ai lavoratori, mantenendo alta la qualità e genuinità del prodotto. La situazione del comparto cerasicolo in Puglia è l’ultimo esempio di un sistema che non funziona più.

Terra Viva Cisl comprende la presa di posizione dei produttori pugliesi che operano nel comparto cerasicolo, che lottano contro le speculazioni e il deprezzamento sui mercati delle ciliegie prodotte, tanto da spingerli alla protesta di questi giorni con lo scarico del raccolto in strada e per le campagne di Casamassima, in provincia di Bari.

“La manifestazione del 31 maggio scorso è solo l’ultimo ed esasperato appello dei produttori che, dopo aver portato a termine la coltivazione, nonostante le avversità climatiche e i costi di produzione, si vedono costretti a vendere il prodotto ad un prezzo inferiore a un euro al chilo, nonostante l’alta qualità garantita, per poi vederlo rivenduto nella grande distribuzione a oltre 12 euro – commenta Alessandro Gesuè referente di Terra Viva Puglia -  La varietà di ciliegie “Ferrovia”, ad esempio, è considerata la più appetibile e richiesta sul mercato e proprio per questo motivo è necessaria una rivalutazione del prezzo pagato all’agricoltore nelle fasi di intermediazione con la grande distribuzione.”

“E' urgente e necessario rendere il più trasparente possibile la filiera agricola e alimentare, riconoscendo agli agricoltori prezzi che non vadano al di sotto dei costi di produzione elaborati da ISMEA – sottolinea anche il Presidente nazionale di Terra Viva Cisl Claudio Risso – Chiediamo anche al Ministero della Politiche Agricole di farsi da intermediario e di garantire seri controlli, che tutelino i produttori, la qualità dei prodotti stagionali e territoriali e la positiva ricaduta sui lavoratori impiegati nel settore. Come associazione siamo impegnati anche nell’aumentare la giusta consapevolezza dei consumatori, perché davvero non sia scontato il percorso che si cela dietro al prodotto che si acquista.”

Sono migliaia i nuclei familiari, in Puglia e in particolare nella provincia di Bari, che trovano nel settore della raccolta di ciliegie una costante fonte di reddito.

“Chiediamo un’inversione di tendenza e una giusta intermediazione sul prezzo – conclude il referente regionale Gesuè– Anche la politica sia più presente e attenta a queste dinamiche di mercato, sostenendo le produzioni di qualità, che possono diventare volano di sviluppo per le aziende e per il territorio stesso.”

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